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Domenica delle Palme

“Dall’io al noi” – Suor Edvige Tamburini Firenze 15 Marzo 2026
25 Marzo 2026
Pasqua 2026
30 Marzo 2026

Noi, suore domenicane dell’UNIONE SAN TOMMASO D’AQUINO, ci rivolgiamo a voi che detenete il potere e portate avanti progetti di morte.

Siamo una piccola Congregazione di donne, di cittadine, di cristiane e di consacrate.

Vogliamo gridare a "squarciagola " (Is. 58,1) il nostro sdegno e la nostra preoccupazione per l'insorgere e il dilagare di sempre nuove guerre, seminatrici di orrori e di stragi così gravi da lasciarci smarrite e confuse.

Ci uniamo al grido di protesta degli uomini e delle donne di buona volontà, appassionati della vita propria e di quella altrui, per chiedere ai potenti della terra e ai governanti che detengono nelle loro mani le sorti dei popoli in guerra di “bruciare le armi nel fuoco" e di aprirsi al dialogo e a trattative di pace, superando cecità e arroganza.

Perché - ci domandiamo - non pesano sulla coscienza di chi la guerra la vuole e l’alimenta, le migliaia e migliaia di morti, le sofferenze dei vivi, i crolli delle case, degli ospedali, delle scuole?
Perché la fame, la paura, la fuga, le atrocità subite da tante popolazioni inermi non pungono, non disturbano il cuore fino a far nascere sentimenti di vergogna e bisogno di pentimento?

La via della pace non passa attraverso arbitrarie e ostinate scelte di supremazia e di dominio ma sulla fatica e sull'impegno costante di promuovere dialogo, confronto, collaborazione.
Noi rifiutiamo di credere che soltanto le guerre siano necessarie per definire confini e difendere interessi.
Le guerre sono sempre una sconfitta. Quante volte l'ha ripetuto al mondo Papa Francesco!

La guerra distrugge anche la terra là dove si combatte. Tutti dovremmo, invece, amarla, custodirla, proteggerla e pensarla come il giardino donato da Dio.
Perché copriamo la sua bellezza con il velo della morte?
Perché deturparla con il fuoco delle armi di cui sono pieni gli arsenali?

Il nostro è un grido esile ma fermo e risoluto. È il grido per il bene dell'umanità.
Gridiamo, pertanto, contro ogni abuso di potere, contro ogni forma di insipienza, di arroganza, di sfrenato dominio sulle persone e sui popoli.
Gridiamo contro ogni malvagio profitto, contro i fabbricatori di armi sempre più sofisticate, contro chi le vende e le usa.
Gridiamo per la preoccupazione delle gravi conseguenze che dalle guerre deriveranno.

Tuttavia, noi manteniamo vivo un sogno: che un giorno là, " nei palazzi del potere " e là dove si combatte e si soffre qualcuno si converta e decida di piantare ulivi

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